![]() |
![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. |
|
|
venerdì, 06 marzo 2009 Diario della fine: Mare Martinis commenti Schegge sono i suoi occhi, di vetro schegge, che ferocemente si accalcano tra i pori della pelle per riempirli. Della pelle di chiunque; l'odio nasce irrazionalmente per poi razionalizzarsi in cluster, diventando parte della personalità. Era l'odio la cosa più forte che avesse mai provato. Da quando aveva realizzato la natura di quel suo sentimento, si sentiva come una dama in ampie gonnelle nere, tra sguardi invidiosi di signore bramanti il suo potere, mentre versava del veleno nel vino della nemica di turno. Era la regina di questo mondo orrendo, l'unica in grado di vederlo per com'era, cioè un mondo di merda. Quando sorseggiava il suo drink, lui lasciava colare dagli occhi cianuro in polvere, granelli di addio si spargevano in aria contaminando esistenze mediocri. Finché un giorno fu sorpreso nel realizzare un nuovo sentimento. L'insieme di pensieri sottesi (avvinghiati all'odio, nidificati come tag html che poi si chiudono insieme in sequenze alternate d'apici concavi e convessi) prese il nome di disincanto e si dipanò nella sua immensa mareggiata davanti agli occhi increduli del ragazzo di Sodoma. Come la luna il mare, quello specchio d'acqua distorto diresse le sue palpebre ondeggiandole per qualche secondo. Poi le chiuse in un'espressione triste. Dietro quell'odio, dietro quella felice crisi si celavano chilometri di malinconia, immense giornate di rimossi malumori e un futuro vuoto e quasi infinito che nulla avrebbe aggiunto se non ore e minuti. Era quasi lo stesso sentimento ma in un'emozione opposta. Con gli occhi colmi di rassegnazione, restò lì a oscillare tra questa e il cinismo, volendo scegliere il secondo per spirito di autoconservazione e la prima per principio (era contrario a pensare l'uomo come un animale che risponde a logiche di autoconservazione). Dopo un'attenta analisi macchiata d'ansia nel petto, si rese conto che la rassegnazione poteva andar bene solo se coronata da un gesto tanto folle quanto lucido. Ordinando un martini, decise di darsi del tempo. E intanto, continuò ad osservare. Quel mare che era davanti a lui rifletteva anni come stelle spente. Ogni onda un neurone consapevole. Si sentì annegare e decise, per il momento, di farlo nel martini bianco. vomitato da e-bow mentre la campana rintoccava le 16:40 per ogni utilizzo leggi la licenza | p-link | leggi il nuovo blog generalista lascia un commento o leggi i commenti: commenti (si apre in un popup) | commenti Commenti
![]() non perderti neanche un post! RSS | ATOM |
oggi novembre 2009 ottobre 2009 settembre 2009 agosto 2009 luglio 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 febbraio 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 novembre 2008 ottobre 2008 settembre 2008 agosto 2008 giugno 2008 maggio 2008 marzo 2008 febbraio 2008 dicembre 2007 settembre 2007 luglio 2007 giugno 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004
non vuoi perderti nemmeno un post? iscriviti al newsfeed cliccando su RSS o ATOM!
violato *loading* volte Diario della fine Abulico poetare Burro sciolto Mare Martinis |
blog and graphics: e-bow / art: four on the floor © michael hussar, all rights reserved / music: agitated screams of maggots -unplugged- © dir en grey, all rights reserved (40 Kbps version) |